D’estate in montagna: vacanze in Trentino – 2° parte

Con la prima parte di questo racconto, c’eravamo lasciati al termine del primo giorno della mia vacanza in Trentino; con questa seconda parte vi andrò a raccontare una camminata di ben 17 km, tutti percorsi, passo dopo passo, fra la neve del Grostè e i larici dei boschi trentini.

Cabinovia Express Grostè

Giorno 2!

La giornata è iniziata presto, sveglia verso le 7:30, breve colazione e via verso la cabinovia “Express Grostè”, dove abbiamo acquistato il biglietto per la salita completa, “Express Grostè 1” e “2”, fino a quota 2444 m s.l.m..

L’ascesa è stata piuttosto lenta, sospesi ad un’altezza che variava dai 5 ai 20 metri nel vuoto, sostenuti solo da un robusto cavo d’acciaio; man mano che salivamo s’intravedeva sempre di più il bianco candido della neve, caduta la notte prima.

Giunti finalmente alla fine della tratta in cabinovia, siamo saliti a piedi fino a 2600 m s.l.m. e ci siamo ritrovati davanti un paesaggio incredibile a 360 gradi, ovunque ci giravamo si parava di fronte a noi una vista mozzafiato, che non si finiva mai di scoprire dato che ogni volta appariva un particolare in più; da lassù dominavamo la vallata di Campo Carlo Magno, dov’era situato il nostro albergo, poi vedevamo il Monte Vettore, più basso del Grostè, in lontananza intravedevamo il Monte Tonale, la Svizzera, l’Austria e molto altro, sembrava di dominare il Mondo da lassù, in mezzo alla neve, il 5 settembre, cosa che per me che la neve l’ho vista 3 volte a casa e solo d’inverno, sembrava una cosa pazzesca.




Cima Grostè

Dal Grostè al Lago Nambino

Nel frattempo si era fatta l’ora di pranzo, quindi scesi di nuovo a 2444 m s.l.m. abbiamo pranzato, per poi iniziare a scendere il Grostè, a piedi, fra la neve e sassi abbastanza scivolosi, in più senza scarpe adatte dato che non avevamo quelle da trekking; comunque pian piano siamo scesi, ci siamo lasciati la neve alle spalle, la quale ha lasciato lo spazio ai larici e alle mucche, lasciate libere a pascolare.

Scesi fino a circa 2000 m s.l.m, siamo tornati a valle in cabinovia, non male per essere la mia prima volta aver sceso 600 metri a piedi senza attrezzatura adatta!

Tornati a valle, dopo un brevissimo riposo, siamo ripartiti alla volta del lago Nambino, attraverso un percorso che passava dal cuore del bosco di larici e abeti al di sopra del paese di Madonna di Campiglio, passando per passaggi stretti sui costoni di roccia a strapiombo nel vuoto, aiutato da due bastoni che da li fino alla fine della vacanza sarebbero stati i miei fidi compagni di camminata.

Dopo poco più di un’ora di camminata, siamo giunti al lago, un posto meraviglioso che si presentava con questo lago con le sue acque cristalline coronato da una serie di vette alpine tutt’intorno. A fianco del lago c’era un rifugio chiamato appunto “Rifugio Lago Nambino”, il quale funge da bar e ristoro nelle giornate calde e da possibile ricovero degli escursionisti nelle giornate nevose magari sorpresi da una fitta tempesta di neve.




Rifugio Lago NambinoDopo aver fatto le classiche foto di rito, ci siamo incamminati per tornare nel paese di Campiglio, facendo una strada diversa a quella dell’andata, posta ad una quota più bassa.

Distrutti torniamo in hotel

Arrivati in paese, dopo poco meno di un’ora di camminata, ci siamo resi conto che avevamo le gambe a pezzi, non ce la facevamo a fare un altro km e mezzo a piedi e soprattutto in salita; però qui la fortuna ci ha dato una mano, dietro di noi si era avvicinato un pullman di linea della compagnia trasporti locale, era vuoto, ci siamo avvicinati ed abbiamo chiesto all’autista se il suo percorso passava di fronte all’hotel Ambiez; fortunatamente la risposta è stata affermativa e quindi siamo saliti a bordo, ma le sorprese non finirono li, infatti l’autista dato che stava andando al deposito ci ha offerto il viaggio!

Arrivati finalmente in hotel, abbiamo finito la nostra giornata in piscina, in completo relax in quelle acque tiepide, dopo 17 km percorsi fra la neve del Grostè e le stradine impervie del bosco verso Nambino.

A presto con la terza parte del mio viaggio in Trentino!

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Matteo Becuzzi

Ciao, sono un ragazzo di 25 anni con una passione sfrenata per i motori, in particolare per la Vespa, mia compagna di avventure dal 2012. Ho anche un debole per la Ferrari, ma questa è un'altra storia...