In Vespa fra Toscana e Umbria

In Vespa fra Toscana e Umbria – pt.4

E’ l’alba di Lunedì 7 Agosto, “reduci” da una gran bella giornata passata insieme a tanti Vespisti ospiti del V.C. Chianciano, siamo pronti per la nostra giornata in Val d’Orcia e Val di Chiana! Infatti, oggi il programma prevede la visita di Pienza, Montepulciano e Chiusi.

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Bagno Vignoni“Però dai, siamo vicini…”

Partiamo dal nostro appartamento di buon’ora e poco dopo attraversiamo nuovamente il confine per mettere le ruote della PX in Toscana; ci dirigiamo verso Chianciano facendo la stessa strada del giorno prima per poi scendere attraverso qualche tornante fino al “falsopiano” contrassegnato dal lungo rettilineo di quel tratto della SP53, fino all’incrocio con une delle “arterie” viarie storiche della nostra Italia: la via Cassia; strada che oggi collega Roma a Firenze ma che nell’antichità collegava Roma a Chiusi, il cuore dell’Etruria.

Se avete letto i precedenti capitoli, avrete ormai capito che i nostri piani sono fatti per non essere rispettati. Lo sguardo si ferma sul cartello che indica il borgo di Bagno Vignoni (SI), da tempo volevamo visitarlo e stavolta eravamo li a due passi; dovevamo proseguire in direzione nord ma, ovviamente, le ruote della PX le abbiamo fatte “rotolare verso Sud”.

Dopo pochi km arriviamo, posteggiamo la Vespa e ci incamminiamo verso il centro storico. Meta di tantissimi personaggi famosi della storia, Bagno Vignoni è famoso per la sua sorgente di acqua termale, la quale si trova proprio nel centro del paese; qua troviamo una grande vasca piena d’acqua termale, proveniente da una falda di origine vulcanica situata proprio li sotto. La vasca è circondata da fabbricati storici e caratteristici di quei borghi; tutto ciò da a Bagno Vignoni un’atmosfera tranquilla, un angolo dove il tempo pare essersi fermato.

“Sono Massimo Decimo Meridio!”

Ripartiti da Bagno Vignoni, riprendiamo la Cassia fino a San Quirico d’Orcia per poi prendere la direzione di Pienza sulla SP146. Una strada che dal nome non dice nulla, ma se vi dicessi che qui è stata girata una delle scene più importanti del film “Il Gladiatore”? Qui siamo nei “Campi Elisi”!

Questa strada mi ha regalato alcuni km meravigliosi, di gran lunga i migliori di tutto il viaggio: asfalto splendido, paesaggi spettacolari e un tracciato sublime. Non potevo esimermi dal fare qualche foto a quei paesaggi che rendono la mia “madrepatria” Toscana famosa in tutto il Mondo, infatti una di quelle è la foto copertina di questa collana. La Val d’Orcia è strepitosa.

Piazza di PienzaUn tour di Pienza

Parcheggiamo la Vespa praticamente sotto alle mura della città “vecchia” di Pienza (SI); famosa per la sua architettura e per il suo pecorino, entriamo nel borgo e subito ci sentiamo avvolti dalla bellezza di una Città costruita per un Papa. Infatti, Pienza significa “città di Pio” ed è riferito a Papa Pio II; natio di quella zona, voleva dare lustro alla sua terra a quel tempo disastrata e dilaniata dalla peste e lo fece attraverso la costruzione di questa città, nel XV° Secolo. Dal 1996, Pienza, è all’interno della lista dei siti Patrimonio dell’UNESCO.

Dopo aver fatto un giro del paese ed aver ammirato il meraviglioso paesaggio sulla Val d’Orcia offerto dalla “Passeggiata Conte Silvio Piccolomini”, abbiamo fatto visita a Palazzo Borgia che ospita il Museo Diocesano; una mostra che racchiude decine di oggetti sacri appartenuti fra gli altri anche a Pio II.

Dopo di che siamo scesi nei sotterranei del Duomo di Pienza, una struttura che ha tantissimo da raccontare: centinaia di tecnici, fin dai tempi della sua costruzione, hanno lottando e stanno ancora lottando contro l’instabilità del terreno sottostante all’edificio. Infatti, la porzione rivolta a Sud del Duomo dedicato all’Assunta, ha subito un cedimento della sua fondazione dovuto appunto alla conformazione del terreno. Oggi è il tutto è considerato sicuro per la permanenza di persone ed i movimenti sono monitorati costantemente dal alcuni sensori, collegati ad allarmi in caso di movimenti anomali.

Montepulciano: Città del Vino

Ripartiti da Pienza, abbiamo fatto un bel tratto di strada fino ad arrivare a Montepulciano (SI); patria dell’omonimo vino, considerato uno dei migliori “rossi” del Mondo: Il “Vino Nobile di Montepulciano DOGC”.

Posto su un crinale che fa da “spartiacque” fra la Val d’Orcia e la Val di Chiana, Montepulciano è un borgo di origine etrusca ma arrivato ai giorni d’oggi al suo aspetto medioevale con tutti i crismi architettonici dell’epoca, compresa la cinta muraria e una “fortezza” che porta la firma della famiglia Medici; un classico toscano.

Un borgo ben tenuto e ben curato che merita una visita; di tutti gli esempi di architettura però, mi ha lasciato stupito “Palazzo Bucelli”: edificio fatto realizzare da Pietro Bucelli, letterato ed esperto antiquario era in possesso di un enorme collezione di urne funerarie etrusche rinvenute in quella zona. Parte di quella collezione è nel Museo Civico di Montepulciano, parte è in un museo a Firenze e parte è letteralmente incastonata al “piede” del palazzo. Una follia vista ai giorni nostri ma che lascia senza fiato, una passione estrema per la storia etrusca trasformata in un opera da museo a cielo aperto.




Lago di MontepulcianoCenetta romantica sul lago

Ripartiti da Montepulciano, dovevamo andare a visitare Chiusi, purtroppo però eravamo totalmente “cotti”; perciò torniamo all’appartamento per cena, l’idea è quella di preparare qualcosa “al volo” ed andare a mangiare in riva al Lago di Montepulciano che si trova esattamente sul confine fra Umbria e Toscana.

E così abbiamo fatto, una cenetta romantica in riva al Lago, ammirando le sue acque tinteggiate dai bellissimi colori caldi del tramonto. Un piccolo aneddoto: ho cenato seduto col busto in Umbria e le gambe in Toscana!

Così, dopo circa un centinaio di km in sella, si conclude il nostro quarto giorno di vacanza, l’indomani torneremo verso casa ma non prima di una piccola deviazione…

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Matteo Becuzzi

Ciao, sono un ragazzo di 27 anni con una passione sfrenata per i motori, in particolare per la Vespa, mia compagna di avventure dal 2012. Ho anche un debole per la Ferrari, ma questa è un'altra storia...