#5 Quella volta che… l’impianto elettrico mi lasciò

L’anno scorso, in una giornata di inizio agosto durante una delle mie “girate” per la Toscana, l’impianto elettrico della PX pensò bene di lasciarmi. Ci furono state avvisaglie ma, per la prima volta, io e la Vespa non ci capimmo ed alla fine rimasi senza impianto sulla strada per Gallicano.




Le avvisaglie inascoltate

Durante l’unico raduno del 2020, “La Temeraria Light”, ci furono le avvisaglie del problema: al ritorno di sera dopo cena per un attimo rimasi al buio. Una frazione di secondo per farmi capire Attento che ho un problema”; cosa che non capii pensando che fosse una cosa momentanea, a casa feci due controlli col tester senza trovare problemi, chiusi tutto e via in totale tranquillità.

Quel giorno d’agosto ero in sella, insieme a Chiara, sulla strada per la Garfagnana alla ricerca di un po’ di fresco sugli Appennini fra Toscana ed Emilia-Romagna; quando ad un certo punto poco prima di Gallicano vidi che fari e frecce mi abbandonarono senza più tornare.

Poco male, eravamo all’ora di pranzo, “mi fermo pranziamo e poi vediamo cosa è successo”; subito ho pensato a quello che mi successe qualche anno prima

LEGGI ANCHE: #4 Quella volta che… rimasi al buio

Dopo pranzo, tirai su il coperchio del manubrio per controllare il faro ed i cablaggi con i relativi collegamenti; una doccia fredda: in quel punto era tutto ok; il problema era altrove. Iniziò a girarmi in testa l’idea che l’impianto elettrico dopo 39 anni di onorato servizio aveva deciso di salutarmi, non ci volevo credere.

Tornai direttamente a casa mettendo le frecce in stile “anni ’60” con le braccia; mentre viaggiavo però pensavo che ancora una volta lo spirito Vespistico mi aveva salvato: il collegamento con la chiave di accensione e la candela funzionavano, la Vespa partiva ed il motore girava perfettamente. Ancora una volta mi riportò a casa.

I primi tentativi

Tornato a casa scoprii che quando mettevo la Vespa sul cavalletto per un attimo tutto riprendeva a funzionare, quella fu la conferma che il problema era nell’impianto elettrico; tuttavia provai a cambiare regolatore di tensione con uno che mi fu prestato, ovviamente senza risultati.

Iniziai a studiarmi lo schema elettrico, per individuare i fili con i loro colori, e mi saltò all’occhio che il filo grigio e giallo erano quelli che portavano corrente dal motore fino al manubrio; evidentemente uno di quei due era interrotto e mi venne a mente l’idea di passare dentro la Vespa un filo in più in sostituzione di quello rotto. Dopo qualche tentativo fatto con la Vespa sul cavalletto ed aiutato dal tester iniziai a pensare che il filo interrotto fosse quello grigio.

Dopo una mezza giornata di lavoro e improperi per far passare il nuovo filo grigio da dentro il telaio della PX riuscii a portare a compimento il lavoro; risolsi il problema? No. Ovviamente no.

Dopo un attimo di sconforto, con l’idea di chiudere la Vespa in una teca di vetro in salotto per non usarla mai più, iniziai a pensare ad un modo per cambiare tutto l’impianto elettrico senza smontarla. Un’impresa difficilissima.




“Mission Impossible”

Sostituzione impianto elettricoComprai tutto il cablaggio della P125X da passare dal motore fino al manubrio, passando da sotto al serbatoio per entrare dentro al tunnel e sbucare nella “canna” del manubrio; il tutto senza smontare la Vespa. Il mio era un punto fermo: non volevo smontarla, per nessuna ragione.

Una giornata di “passione” mi attendeva; aiutato dal Presidente del Vespa Club Valdera Giampaolo, iniziammo a staccare tutto l’impianto dalla morsettiera del motore e dello scudo fino a sopra al manubrio dove ci sono faro e comandi.

Fatto ciò ci armammo di nastro di carta e legammo un’estremità del vecchio cablaggio ad un’estremità del nuovo; poi, con estrema delicatezza e pazienza abbiamo iniziato a tirare fuori il vecchio cablaggio con la speranza che si tirasse dietro il nuovo. Il problema principale era dato dalle guaine di cambio, frizione ed acceleratore che facevano da intralcio al passaggio.

Oltre alle guaine ed alle forme del telaio che non aiutavano, dopo un’ora di tensione assoluta il nuovo cablaggio passò! Allacciammo tutti i vari “fast-on” ed in men che non si dica arrivammo al momento della verità: funzionerà?

Funzionò, missione compiuta!

Sicuro?

Poco dopo le frecce smisero nuovamente di funzionare: depressione totale. Mi crollò il Mondo addosso, non ci voleva proprio!

Però ero troppo vicino alla soluzione, quindi col tester capii che anche il “deviofrecce” aveva avuto dei danni; lo comprai nuovo ed anche quello volevo assolutamente montarlo senza smontare la Vespa.

Così, armato di tantissima pazienza, legai il vecchio al nuovo e in una mezz’ora riuscii a farlo passare dalla “canna” del manubrio fino al faro; a quel punto la missione era davvero compiuta: eravamo tornati!

Questa è la storia della mia disavventura “elettrica” avvenuta nell’estate 2020; perchè ho voluto scriverlo? Così per ricordarmi che la Vespa va ascoltata: quando ha un problema lei te lo dice!

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo adesso con i tuoi amici!

Matteo Becuzzi

Ciao, sono un ragazzo di 25 anni con una passione sfrenata per i motori, in particolare per la Vespa, mia compagna di avventure dal 2012. Ho anche un debole per la Ferrari, ma questa è un'altra storia...