Un anno di covid – Fateci tornare a viaggiare

Dopo un anno di covid (sempre con la “c” minuscola, appositamente) spesso mi viene in mente una frase: “Fateci tornare a viaggiare!”. Come il primo articolo che scrissi (che vi lascio qua sotto), anche questo sarà uno sfogo di un semplice Vespista che ha la voglia di tornare ad un minimo di normalità.

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Ovviamente la situazione è ancora molto difficile e tutti abbiamo la grandissima speranza che i vaccini possano mettere la definitiva parola “FINE” a questo periodo così buio. Il primo pensiero va, ancora una volta, a chi purtroppo non c’è più ma anche a chi sta ancora lottando e a tutto il personale sanitario che continuano imperterriti la loro missione. Continuiamo tutti a rispettare le regole (distanza di sicurezza e mascherina in primis).




Giro in VespaUn anno di covid

In un anno ne abbiamo viste di tutti i colori: persone che applaudivano o urlavano “Ce la faremo” dai balconi, ambulanze a sirene spiegate ad ogni angolo, la terribile carovana di mezzi militari a Bergamo con all’interno i corpi di chi purtroppo non ce l’aveva fatta e tanto altro; tantissime persone hanno perso il lavoro o sono in fortissima crisi. Insomma, l’Italia continua a vivere un periodo difficilissimo dal quale, ad oggi, non sembra di poterne uscire in tempi brevi.

Nell’ambiente Vespista, invece, tutti ci siamo ingegnati per vivere la nostra passione anche da casa con i “Raduni Virtuali” sui social (seguitemi su Instagram @viaggiareinvespa.it); siamo anche riusciti a fare qualche raduno fisico in estate quando tutti abbiamo avuto la convinzione che stavamo uscendo dalla pandemia. Sbagliavamo, purtroppo.

E oggi?

Oggi non siamo ancora neanche vicini alla fine di questo incubo; la voglia di scrivere questo articolo è nata dopo aver fatto “un giro” sulle “stories” di Instagram ed aver visto cose che non avrei voluto vedere: tante persone erano in giro incuranti della situazione e dei divieti in vigore nelle varie zone d’Italia (al momento qua in Toscana siamo in “zona arancione”, non si potrebbe uscire dal territorio comunale). Si sono visti assembramenti di tifosi allo stadio “Meazza” di Milano per il derby; ma anche dalle mie parti in tanti si sono riversati sul litorale oppure si sono messi in sella per un giro su due ruote.

Queste circostanze stanno, ovviamente, su due piani diversi: i tifosi al “Meazza” hanno compiuto un atto a dir poco disdicevole ed hanno confermato il fatto che dopo un anno ancora le persone non hanno capito assolutamente nulla; dall’altra parte abbiamo persone che vanno a fare una passeggiata lungomare con la mascherina e a distanza oppure un giro su due ruote che per forza di cose fa mantenere da chi guida distanze “siderali” da chiunque altro. In ogni caso, comunque, si capisce che di controlli delle forze dell’ordine non ce ne sono a sufficienza, per non dire nessuno dato che c’è chi è partito dalla Provincia di Pisa in treno per arrivare a Milano senza problemi.




Il mio punto di vista

Non addentrandomi più di tanto in quella che è la politica del nostro Paese, credo sia lampante il fatto che bisogna allentare la presa ed aprire tutto quello che è possibile aprire facendo rispettare tutte le regole possibili ed immaginabili per evitare il contagio; credo che, dopo un anno di covid, si dovrebbe aver capito che le risorse per mantenere chi sta chiuso non ci sono ed in tanti si stanno arrendendo.

Dal mio punto di vista penso di non creare nessun tipo di rischio se partissi da solo (o con la mia ragazza) in sella alla Vespa e facessi 400km senza incontrare nessuno, da qui arriva il mio pensiero “Fateci tornare a viaggiare!”, non si creerebbe nessun rischio come non lo creano i ciclisti i quali hanno la facoltà di prendere la bici e andare dove vogliono. Allo stesso modo chi vuole andare a fare una passeggiata al mare o in montagna se si mantengono le distanze e la mascherina il rischio non esiste.

Voi potreste giustamente dire: “Si ma tutti fanno come vogliono e si assembrano”. Certo, perchè nessuno controlla: bisognerebbe schierare tutte le forze dell’ordine disponibili compreso l’esercito per far si che le regole vengono rispettate.

Aprire, dove possibile, e controllare dovrebbe essere il “leit motiv” del 2021, ma così sembra che non sarà e continueremo tutti a “sguazzare” fra zona gialla, arancione e rossa, sempre incatenati a regole per certi versi insensate, alle quali tanti cercheranno sempre ogni appiglio per aggirarle.

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Matteo Becuzzi

Ciao, sono un ragazzo di 25 anni con una passione sfrenata per i motori, in particolare per la Vespa, mia compagna di avventure dal 2012. Ho anche un debole per la Ferrari, ma questa è un'altra storia...