Il Vespista ai tempi del coronavirus

Questo articolo sarà lo “sfogo” di un povero Vespista che, “grazie” al coronavirus (in minuscolo di proposito), si è visto annullare di tutto: dai raduni allo spettacolo della propria compagnia teatrale, passando dai Gran Premi di Formula 1 tutti a rischio ed uno già sospeso.

Fermo restando che la situazione è molto complessa e non entrerò assolutamente nel merito dell’argomento coronavirus; se non ricordandovi di evitare, per quanto possibile, luoghi chiusi sovraffollati e lavarvi spesso le mani (cosa che andrebbe fatta SEMPRE). Per il resto vi rimando alla pagina dedicata del Ministero della Salute.




L’astinenza…

Arrivo da mesi di “astinenza” da raduni, l’ultimo al quale ho partecipato è stato a Cavallina di Mugello (FI) in ottobre. Il primo raduno dell’anno sarebbe stato quello di domenica 8 marzo: il “Raduno delle tre Province” a Ponte Buggianese (PT); fu anche il primo del 2019 e mi avrebbe fatto piacere inaugurare così anche il 2020. Invece no.

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E’ notizia di poche ore fa che il Vespa Club Italia ha diramato un comunicato dove chiede di annullare tutti gli eventi fino al 3 aprile compreso, come specificato nel provvedimento del Governo; infatti in tutta Italia i club si stanno organizzando per annullare, purtroppo, i raduni “figli” di tanto impegno e dedizione dei soci per organizzarli fin nei minimi dettagli.

In definitiva, per me, l’astinenza da raduni continuerà fino a data da destinarsi. Di nuovo grazie coronavirus.

Un rimedio…

Per il Vespista l’antidoto è mettersi in sella; quindi dato che dobbiamo stare ad almeno 1 metro di distanza l’uno dall’altro, perchè non distanziarci di almeno 100… km l’uno dall’altro?

La miglior medicina per questo periodo è prendere la Vespa e viaggiare attraversando luoghi splendidi e solitari; così da stare immersi nella natura e distanti da tutta la negatività e i possibili “bacilli coronati” che arrivano da altre persone.

Questo del coronavirus, tralasciando la tragedia sociale ed economica, è un buon periodo per tutti quelli con l’animo un pò da eremita… tipo me. Per fortuna tante persone non colgono la bellezza dello stare da soli in sella immersi in un bosco con il solo scoppiettio del motore nelle orecchie: più strade libere per me.




Il Vespista ai tempi del coronavirus è una persona che sta bene da sola; che assapora quel gusto particolare di vedere il Mondo in solitaria a 60km/h. Felice di dover rispettare la distanza minima di sicurezza da altre persone.

Parlando seriamente…

Dopo un articolo “sfogo” dove ho scherzato, comunque, è bene sottolineare che questo è un periodo molto difficile per tutti; i raduni e gli eventi annullati passano in secondo piano rispetto alla morte di alcune persone e la sofferenza di tante altre alle quali faccio i miei più sinceri auguri di una buona e rapida guarigione. Per tutti gli altri, me compreso, è fondamentale non farsi prendere dal panico e rispettare per quanto possibile tutte le disposizioni che sono arrivate dal comitato scientifico. Gli scienziati ne sanno sicuramente più di tutti quanti noi.

Sperando che questo “falso re con la corona” venga presto spodestato dal suo “trono” e che tutto torni alla normalità.

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Matteo Becuzzi

Ciao, sono un ragazzo di 24 anni con una passione sfrenata per i motori, in particolare per la Vespa, mia compagna di avventure dal 2012. Ho anche un debole per la Ferrari, ma questa è un'altra storia...