L’anello dell’Abetone – Tour degli Appennini

Oggi vi racconterò un “piccolo” viaggio di circa 250 km che ho fatto domenica 30 giugno 2019, l’ho chiamato “L’anello dell’Abetone” e continuando a leggere capirete il perchè.

Durante il viaggio ho attraversato 2 regioni (Toscana ed Emilia – Romagna) e 4 province (Pisa, Lucca, Modena e Pistoia), l’altezza massima che ho raggiunto è stata 1’529 m s.l.m. al Passo delle Radici, mentre la minima è di 12 m s.l.m. all’altezza del “Ponte alla Navetta” vicino Pontedera (PI), con un’altezza media di 755 m s.l.m.;la pendenza massima che ho incontrato è di 37,9%.




Passo delle Radici

Ho fissato il punto di partenza da Ponsacco (PI), verso le ore 8:30 (ma la vita è fatta di buoni propositi non rispettati, quindi sono partito a mezzogiorno) ed ho subito puntato la Vespa in direzione Pontedera (PI) tramite la SRT439 che mi ha accompagnato fino a Bientina (PI), qui imbocco la SP3 direzione Altopascio (LU).

Una volta raggiunto Altopascio, poco prima del centro abitato ho svoltato a sinistra sulla SP61 in direzione Capannori (LU) e successivamente Marlia (LU) sulla SP29; fino a qui il viaggio si manifesta molto noioso per via della strada sempre rettilinea (intervallata da qualche rotonda), ora però arriva il bello.

All’altezza dell’“Esselunga” di Marlia, alla rotonda, prendo l’uscita sulla Strada Statale n°12, direzione Abetone; percorrendo questa strada inizio a gustarmi i primi paesaggi montani, costeggiando il fiume Serchio, fino al bivio di Ponte a Moriano (LU) dove devo lasciare la SS12 perchè in quel tratto i 125cc non possono circolare; non mi dispero dato che prendendo la strada a fianco, la SP20 direzione Borgo a Mozzano (LU), mi gusto le prime curve del viaggio, passando anche attraverso un bellissimo arco di roccia.

Proseguo sulla SP20 passando Borgo a Mozzano con il suo straordinario Ponte della Maddalena” (conosciuto anche come “Ponte del Diavolo” per la festa di Halloween che ogni anno si svolge li), interamente fatto in pietra, attraversa e sovrasta da secoli il fiume Serchio; in corrispondenza del ponte, la SP20 si riversa nella SP2 in direzione Gallicano (LU).

Poco dopo l’abitato di Piano della Rocca (LU), essendosi fatta l’ora di pranzo, mi sono fermato su una panchina all’ombra a mangiare; già da li inizio a sentire il fresco montano: una favola rispetto al caldo atroce che abbiamo in Valdera in questi giorni.

Dopo una mezz’oretta riparto, sempre in direzione Gallicano poi, una volta oltrepassato, proseguo verso Campia (LU) dove la SP20 diventa SRT445 e la direzione cambia per Castelnuovo Garfagnana (LU). Poco prima di Castelnuovo, alla rotonda, prendo l’uscita direzione Modena verso il Passo delle Radici sulla Variante della SRT445.

Il viaggio prosegue sulla SP72 attraversando Pieve Fosciana (LU) e Campori (LU), dove trovo un bivio nel quale entrambe le strade portano al Passo delle Radici: scelgo la più lunga perchè so che è la migliore in termini di sicurezza e percorrenza (meno dislivello e carreggiata più larga), quindi mi tengo sulla sinistra; la strada a destra è molto più panoramica ed attraversa il Passo del Pradaccio a circa 1’660 m s.l.m..

Da qui inizia il vero divertimento: tutti i prossimi 27 km sono pieni di tornanti, saliscendi, curve di ogni genere e soprattutto paesaggi mozzafiato sugli appennini Tosco-Emiliani; un piacere percorrere queste strade su due ruote, un toccasana per anima e corpo.

Finalmente arrivo al Passo delle Radici, a 1’529 m s.l.m.: confine regionale fra Toscana ed Emilia-Romagna; qui mi fermo e faccio riposare sia la Vespa che me stesso; insieme a me vedo tanti motociclisti e qualche vespista, infatti ogni passo è meta di appassionati delle due ruote.

23° la temperatura dell’ambiente, come se fossi in Paradiso, un’ottima ricarica prima di affrontare il ritorno via Abetone.

Rimango in zona per un’ora e mezzo, nel mentre esploro l’area e mangio un bel gelato al bar del passo; prima di ripartire, come da tradizione, attacco un adesivo del mio blog sul cartellone giallo del Passo delle Radici, un pizzico di me rimarrà lassù.

Riparto in direzione Modena, sulla SP324 per poi ricongiungermi alla SS12, la mia destinazione è l’Abetone (PT); per arrivarci attraverso qualche famosa località dell’Appennino Modenese come Pievepelago (MO), dove riabbocco un pò di miscela, e Fiumalbo (MO). La strada si conferma meravigliosa con lo sfondo dominato dal Monte Cimone e davanti a me decine e decine di curve.




Ponte della MaddalenaArrivato a Faidello (MO) trovo il confine regionale, torno in Toscana con le ruote sempre puntate all’Abetone dove arrivo poco dopo; questa località da il nome al mio “anello”.

Sempre attraverso la SS12, una strada che si conferma sempre più bella con le sue “forme” incorniciate da paesaggi incredibili, scendiamo verso valle attraversando paesi come Popiglio (PT), dove è possibile attraversare uno strapiombo su un ponte sospeso, e Bagni di Lucca (LU), dove si può fare rafting sulle rapide del fiume Serchio.

Poco dopo rivedo avvicinarsi il Ponte della Maddalena, stavolta sono sul lato opposto rispetto all’andata ma qui si chiude il mio “anello dell’Abetone”, ho chiuso il cerchio del mio viaggio: all’interno di esso ho scoperto strade bellissime circondate da queste montagne che mozzano il fiato.

Facendo la strada dell’andata a ritroso torno a casa, con sentimenti altalenanti: già mi manca il fresco degli Appennini!

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